Cuoco in bicicletta Tour de France 2023
Col de la Loze, alpi francesi. Una salita atipica, fatta da continui cambi di pendenza che non consentono di mantenere un ritmo costante. In lontananza i tratti duri li riconosci dai tifosi assiepati ad attendere i ciclisti dove la velocità è più bassa, dove la strada è deserta le pendenze sono meno ostili e non vale la pena fermarsi.

Piccoli tifosi crescono.
Il tour torna su questa salita per la seconda volta dopo il 2020. La strada è ufficialmente una ciclabile, asfaltata nel 2019 e chiusa al traffico automobilistico. L’ampia strada a due corsie è già piena di gente sin dalla partenza della salita, i più temerari stanno salendo on bici lungo i ventisei chilometri che portano ai 2300mt della cima.

Un tratto affollato di bosco.
Altri attendono seduti a bordo strada, alcuni salgono a piedi. La carreggiata si restringe improvvisamente nell’attraversare un centro abitato e dopo una svolta secca si inerpica nel bosco. Incontro i primi tifosi particolari e un ragazzo di chiare origine asiatiche che mi fotografa piu volte e mi fa diverse domande, nei giorni successivi troverò la mia foto sul suo blog di ciclismo in lingua giapponese.

Grazie a Yufta Omata per avermi definito: “Uno chef e ciclista di Bergamo”
Il tifo aumenta, sempre piazzato a seconda della ripidezza della strada, molti sono sdraiati a godersi l’ombra in questa calda giornata di luglio, altri salgono in cerca di una postazione migliore.

Immancabili!!!!
Appena uscito dal bosco, percepisco un certo “calore” nei pressi di un tornate particolarmente affollato e non riesco nemmeno ad accorgermene che vengo travolto dall’affetto alcolico di questi supporter speciali.
Momento memorabile, suggellato dal video trovato in rete.